Un gozzo bianco con la fascia in legno verniciato, il tendalino beige e la bandiera italiana corre veloce, sullo sfondo il Vesuvio

Diario di Bordo · Tradizioni di mare

Il gozzo sorrentino, la barca classica della Costiera

Una prua alta, uno scafo largo e stabile, il legno che luccica: la barca dei pescatori della costa sorrentina, oggi pronta a portare te.

Dal timone

Basta affacciarsi su un qualsiasi porto di questa costa per vederne uno. Una prua alta e dolcemente arcuata, uno scafo largo, una fascia di legno lucido lungo la murata: è il gozzo sorrentino, la barca che per generazioni ha portato in mare i pescatori del Golfo di Napoli. Oggi, con scafo e motore moderni, accompagna gli ospiti a Capri e lungo la Costiera Amalfitana. Ecco la sua storia, perché la sua forma si adatta così bene a questo mare e come vivere una giornata a bordo.

Che cos'è il gozzo sorrentino

Il gozzo è una barca da pesca nata nella tradizione marinara italiana. Se ne trovano versioni lungo buona parte delle coste del Paese, ognuna modellata dal proprio tratto di mare, e il gozzo sorrentino è quello della penisola sorrentina e della Costiera Amalfitana. Era una barca da lavoro in tutto e per tutto: costruita interamente in legno, spinta dai remi o da una vela latina, abbastanza robusta da portare reti, pescato e persone. Oggi il nome indica anche i suoi eredi moderni, che conservano l'aria di famiglia.

Una forma pensata per questo mare

Un gozzo sorrentino lo riconosci da lontano. La prua si alza alta e tonda, il bordo sale dolcemente a raggiungerla e lo scafo è largo e pieno, quasi panciuto visto dall'alto. Nella sua forma non c'è niente di superfluo. La prua alta va incontro alle onde e tiene gli spruzzi lontani dalla coperta; lo scafo largo e tondeggiante sta stabile sull'acqua e lascia spazio per lavorare. Per i pescatori significava posto per reti e pescato, e una barca su cui contare quando il mare si alzava.

E poi c'è il legno. I gozzi di una volta erano interamente di legno, e i loro eredi lo portano ancora con orgoglio: bordi lucidi, una fascia verniciata lungo la murata, il teak sotto i piedi.

I maestri d'ascia di Sorrento

Per generazioni i gozzi sono stati costruiti dai maestri d'ascia, i carpentieri navali specializzati negli scafi in legno, che devono il nome all'ascia con cui sgrossavano e modellavano il legname. Era un mestiere d'occhio e di mano, spesso tramandato in famiglia: scegliere il legno, alzare le ordinate sulla chiglia una a una, poi chiudere lo scafo con il fasciame finché non prendeva la forma che tutti conoscono.

Il mestiere non è scomparso: a Marina Grande, l'antico borgo dei pescatori di Sorrento, qualche bottega costruisce ancora gozzi in legno. E c'è un cognome che attraversa tutta questa storia, Aprea, legato al gozzo sorrentino da generazioni.

Linee classiche, comfort moderno

I motori hanno cambiato la vita del gozzo. Nel Novecento hanno preso il posto di remi e vela (tra i primi montati sui gozzi c'erano motori d'automobile) e la vecchia barca da pesca ha cominciato una seconda vita come barca da diporto. Negli anni Ottanta Cataldo Aprea, erede di una famiglia di costruttori di barche, ha ridisegnato il gozzo attorno a uno scafo veloce in vetroresina; col tempo la vetroresina è diventata la regola. Oggi il marchio Apreamare costruisce, tra gli altri, il Gozzo 35, uno dei gozzi con cui lavoriamo.

Il gozzo moderno ha lasciato i remi per un motore diesel entrobordo e spesso ha una piccola cabina sottocoperta, ma conserva la prua alta, lo scafo largo e il luccichio del legno verniciato. È questo che lo rende una barca così bella per una giornata in mare: stabile e spazioso, di solito riparato da un tendalino, con posto per prendere il sole a prua e una plancetta a poppa da cui fare il bagno senza fatica.

Gozzo o motoscafo: come scegliere

Ogni tour è privato: a bordo solo il tuo gruppo, sempre con uno skipper del posto, e il carburante è compreso. La nostra barca è il Ranieri International 24, un motoscafo elegante e moderno, veloce e semplice, perfetto per una coppia o un piccolo gruppo.

Per i gruppi più numerosi sono disponibili su richiesta i classici gozzi sorrentini. Tra i gozzi con cui lavoriamo ci sono il Gozzo 26, il Gozzo 30 e l'Apreamare Gozzo 35: dicci quanti siete e ti suggeriamo quello giusto. Per vedere le barche fianco a fianco, visita la pagina sul noleggio barca con skipper.

Come inserire il gozzo nella tua giornata

Per i gruppi più numerosi, i nostri tour privati di una giornata intera da Sorrento, a Capri e lungo la Costiera Amalfitana, si possono fare in gozzo, su richiesta. Il tour di Capri in barca fa il giro dell'isola, Faraglioni e grotte compresi, con tempo libero a terra. Il tour della Costiera Amalfitana tocca Positano, Praiano, il Fiordo di Furore e Amalfi, e la giornata Costiera e Capri li unisce in un'unica uscita. Prima di partire leggi cosa portare in barca; per farti un'idea di dove può portarti una piccola barca, guarda i luoghi raggiungibili solo in barca.

Domande frequenti

Che cos'è un gozzo?

Il gozzo è la barca tradizionale della costa sorrentina e del Golfo di Napoli: nato come barca da pesca in legno, a remi o a vela, ha la prua alta e lo scafo largo e tondeggiante. I gozzi di oggi conservano quelle linee classiche, con scafi moderni e motori diesel.

Si può prenotare un gozzo per un gruppo numeroso?

Sì: per i gruppi più numerosi sono disponibili su richiesta i classici gozzi sorrentini. Dicci quanti siete e ti suggeriamo la barca giusta; ogni tour è privato, sempre con uno skipper del posto.

Il gozzo è comodo per le famiglie o per chi soffre il mal di mare?

I gozzi sono noti per essere barche stabili e spaziose, adatte alle famiglie. Nessuna barca può promettere un mare piatto, ma lo skipper legge le condizioni e sceglie rotte tranquille e riparate: se soffri il mal di mare, diccelo quando prenoti.

Quali tour si possono fare in gozzo?

Per i gruppi più numerosi, i nostri tour privati di una giornata intera da Sorrento a Capri e lungo la Costiera Amalfitana si possono fare in gozzo, su richiesta. Il tour al tramonto si fa invece sul nostro motoscafo Ranieri 24.

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